odore di stabacca e tisana al finocchio, come al solito.
Scusate se mi ripeto.
Sono ancora qui, ancora per poco, nello studio di casa mia "ingiù" (Sabe, per te che forse non lo sai, Selvino è a quasi 1000 metri di altitudine, perciò per noi che veniamo da lì Bergamo, che non so a quanti metri sia ma è più bassa,è "ingiù"), e come al solito mi sono trangugiata la tisana teoricamente depurante e che in pratica non ha mai depurato un osti (forse perchè depurare il mio fisico è cosa troppo ardua per una semplice tisana) con successivo stabaccamento sul balcone, inutile, visto che lo studio si è impuzzato ugualmente.
Comunque oggi voglio condividere con voi e con chiunque leggerà questo post le mie riflessioni sulla città che andrò ad abitare per i prossimi tre mesi...non è niente di comico ma chissenefrega, ho voglia di farlo e lo fo.
Camminavo per Bergamo in zona Valtesse oggi, e c'era un buon profumo di fiori...c'erano un sacco di alberi rosa e bianchi che emanavano un aroma persistente ma non troppo dolce e mi è capitato di pensare: "Chissà se a New York sentirò il profumo dei fiori sugli alberi...?"
E poi ho iniziato a immaginare come sarebbe stata l'atmosfera della città al mio arrivo. mi sono vista strade bagnate dalla pioggia ma luminose per il sole che si riflette sulle finestre dei grattacieli, e un clima non troppo mite ma nemmeno troppo freddo...
New York dev'essere una città piena di luce, almeno io me la sono immaginata così, piena di luce e di riflessi.
Ma è anche una città un po' finta, come una grande mostra della cultura dell'Occidente, un'expo gigante della nostra civiltà di manichini in tv e di guerre nei deserti. E allora mi è venuto da paragonarla a un enorme specchio per le allodole, una baia popolata da persone che cercano chissà che (un futuro, occasioni per il futuro, una rampa di lancio per la propria professione,una professione o il successo) e finiscono a trovarsi sole con sè stesse.
Ma alla fine è questo che voglio.
Ho sempre voluto dimostrarmi qualcosa, e ora che sono sul punto di andarmene lontano lontano in una città che a pensarla così mi sembra quasi sconfinata, capisco che quello che volevo è sempre stato dimostrarmi di saper stare al mondo, in un mondo scivoloso e luccicante come il luogo emblema di questa nostra società in bilico: New York.
Qualche tempo fa poi mi è capitato di sentire che da New York i Newyorkesi se ne vanno:affitti troppo alti, diceva il reporter.
Secondo me non è soltanto una questione di affitti: il fatto è che per quel poco che so di New York (cose raccontatemi da amici di amici o parenti lontani e vicini) e da quel poco che mi ricordo di quel che ho visto a 14 anni (ebbene sì, qualcuno se lo ricorderà, in America ci sono già stata una volta) New York mi sembra essere più una città per gente di passaggio, una specie di porto di mare dove a tanti capita di passare ma dove in pochi pensano di stabilirsi a lungo.
Una città per turisti e giovani in cerca della loro avventura, per figli di papà che per un po' si dicono:"io vò fa l'Americano-mericano-mericano", per ricconi e,forse, per quella gente stramba e vulcanica che viene etichettata sotto il nome di "artsiti". Ma a me non ha mai dato l'idea di essere una città vera, con gente vera,dentro, che ci abita, come Roma, Milano, Bergamo, Trento, Barcellona o Dublino, dove riesci a desumere il carisma generale della gente che ci abita, dove noti somiglianze tra le persone perchè le persone SI ASSOMIGLIANO, per tradizioni comuni o comune stile di vita (con eccezioni, e tante, a volte).
Ora come ora New York me la immagino come un grande parco divertimenti, per gente di tutte le età, e in questo senso assomiglia un po' ad Amsterdam, dove di Olandesi ne vedi gran pochi, e dove bazzicano soprattutto turisti e studenti.
Ad ogni modo, per un'imbranata insicura come me, New York è sicuramente uno dei posti migliori dove farsi le ossa, perchè la penso caotica ma non delirante, problematica ma non paccosa.
Una via di mezzo tra una "tranquilla" capitale europea, dove quantomeno se ti spacchi una gamba non devi pagare 1000 euro l'ospedale e dove tutti i tuoi cari possono raggiungerti in massimo due ore, e tra una megalopoli da paura tipo quelle asiatiche, Pechino per intenderci.
Ecco,mi piacerebbe vedere anche Tokio, un domani.
Bè per ora "mi accontento".
Ciao ragazzi e grazie per essere passati )-)




